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Nei Musei Vaticani c'è la Galleria delle Carte Geografiche, realizzate con dipinti realizzati tra il 1580-1583, sulla base di cartoni disegnati da Ignazio Danti (notizia fornita da Angelo Caranfa). La mappa ritraente l'Abruzzo riporta anche Villalago, con il nome 'Villa'.
Comodità in montagna
Ai piedi della cima di Monte Argatone, a quota m 1818 slm del massiccio di
Montagna Grande, c'è un comodo
rifugio del CAI, sezione di Villalago,
rimodernato nel 1995, fornito di stufa a legna, acqua a circuito depurativo,
energia elettrica a 12 volt, soppalco per il riposo. Normalmente il rifugio
è fruibile a chi ne fa richiesta alla locale sezione del CAI, ottenendo la
chiave. Recentemente, è stata realizzata un'altra ala del rifugio, sempre
aperta al 'viandante', per il ricovero più necessario.
Nel 2000 è stato ultimato il rimodernamento, con le stesse modalità e gli stessi
risultati, del rifugio San Domenico in
località Coppere, nel settore nord - ovest del
massiccio di Montagna Grande, a quota m 1595 slm.
Ora, nel territorio di Villalago esistono due nuovi strumenti per vivere ed amare meglio la più grande delle nostre risorse: la montagna.
Villalago è un paese di tradizione artigiana. Di artigiani ne sono rimasti
pochi, ma di artisti ce ne sono parecchi.
Per cominciare, ci sono i pittori Domenico D'Antonio, Emidio Iafolla, Domenico
Di Paolo, Roberto Grossi, Dario Iafolla, Franco Caranfa, Italo Iafolla. Le loro opere sono, in parte, esposte nel Cappellone e nella Cappella di San Domenico Abate, della chiesa parrocchiale, e nella chiesa di Santa Maria delle Grazie. Alcuni di loro fanno esposizioni, durante l'estate. Citazione particolare merita lo
scomparso Alfredo Gentile che nel 1986 restaurò alcuni dipinti della chiesa
della Madonna Addolorata. Sono suoi i dipinti sul soffitto della chiesa
parrocchiale.
Poi, gli scultori, Italo Iafolla, Maria Grazia Buccini e Bruno Gatta.
Alcune delle loro opere possono essere visitate nella chiesa parrocchiale o
nel cimitero, sulle pareti di alcune edicole funerarie.
Le seguenti canzoni popolari, databili tra il primo ed il secondo decennio
del secolo scorso, esprimono tre aspetti importanti della vita di Villalago,
in quegli anni: il primo, economico, è l'inclinazione artigiana, il secondo,
sociologico, l'emigrazione, il terzo, sociale, l'approvigionamento idrico.
Lustrissimo signore io so' di Scanno e l'arte mia è di fare il pecoraro;
sei mesi in Puglia e sei alla montagna, lustrissimo signore io so' di Scanno.
Lustrissimo signore io so' de Frattura e l'arte mia è di fa' le ciammaruche
(lumache); quando le faccio le coce a lu cuttur', lustrissimo signore io so'
di Frattura.
Lustrissimo signore io so' del la Villa e l'arte mia è di fare tavolette;
quando le so fatte le conte a mille a mille, lustrissimo signore io so' de
la Villa.
Lustrissimo signore io so' d'Anversa e l'arte mia e di fa' le pignataro;
quando le so' fatte, metto le maniche traverse, lustrissimo signore io so'
d'Anversa.
Lustrissimo signore io so' de Bugnara e l'arte mia è de coglie l'uliva;
andò n' arrive, metto la scala, lustrissimo signore io so' de Bugnara.
Lustrissimo signore io so' de Sulmona e l'arte mia è de fare i paparuoni
(peperoni); quando i so' fatti, li port' a lu Murrone, lustrissimo signore
io so' de Sulmona.
Partono i bastimenti che vanno assai lontano, ma nel paese tuo non c'hai
fontana. Oh, Villalago, tu tieni sole e luce buona e stalle tutte quante a
posizione. Giro il paesello, lo trovo profumato, odora di frittata, se vado
via da Villalago, non lo sento 'chiouo (più).
Passano i carretti che vengono d'assai lontano, oh, Villalago, tu non c'hai
fontana, e l'acqua di sorgente, tutta sorgente buona, quella si importa
e si fa all'amore. Le ciambelle dolci, le taglionline a mano, gli gnocchi
de' patate, se vado via da Villalago non le mangio 'chiouo.
E' arrivata funtanella, l'acqua bella. Ringraziamo Lorenzetto e Carfagnini,
che n'hanno fatto i lavori della fontana. Una stroffetta per i vecchi voglio
fare. Quando stavamo alla piazza e cercavano l'acqua alle ragazze, loro
presto se n'andavano, eravamo vecchi e ci schifavano. Ringraziamo funtanella,
l'acqua bella.
Ora parliamo delle mogli americane. Vanno sempre col portafogli in mano,
con la testa si giravano, con la conca se n'andavano. E' arrivata funtanella,
l'acqua bella.
La mamma che c'ha i figli piccolini, dice a Dio 'bella grazia m'hai mandato'.
Quando all'acqua dovevo andare, qualcheduno dovevo chiamare, i miei figli,
guardare. E' arrivata funtanella, l'acqua bella.
Tutti quanti i barili che tenete, alla piazza li portate a bruciare. Con la
conca ci andate, con la brocca la pigliate. E' arrivata funtanella, l'acqua
bella.(nota: la canzone è formata da 12 strofe. I redattori sono finora
riusciti a raccoglierne solo quattro)
Come misuravano i nostri ascendenti? A Villalago esisteva un sistema di
misure complesse, per i pesi e le superfici, che è andato scomparendo, con
la fine della civiltà contadina, nel secondo dopoguerra. Non è vero che non
si conoscesse anche il sistema metrico decimale, ma la tradizione quasi
imponeva quel sistema arcaico, ma radicato, perchè strettamente connesso
con attrezzi e contenitori che venivano correntemente usati nel lavoro dei
campi.
Le unità di misura, allora erano:
Di seguito vengono riportate, in modo sintetico, alcune ricette di piatti e manicaretti tipici di Villalago.
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