VILLALAGO
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Curiosità



Albero nel rione Baracche di Villalago - 1992

Indice paragrafi:
Ai Musei Vaticani

Nei Musei Vaticani c'è la Galleria delle Carte Geografiche, realizzate con dipinti realizzati tra il 1580-1583, sulla base di cartoni disegnati da Ignazio Danti (notizia fornita da Angelo Caranfa). La mappa ritraente l'Abruzzo riporta anche Villalago, con il nome 'Villa'.

Comodità in montagna

Ai piedi della cima di Monte Argatone, a quota m 1818 slm del massiccio di Montagna Grande, c'è un comodo rifugio del CAI, sezione di Villalago, rimodernato nel 1995, fornito di stufa a legna, acqua a circuito depurativo, energia elettrica a 12 volt, soppalco per il riposo. Normalmente il rifugio è fruibile a chi ne fa richiesta alla locale sezione del CAI, ottenendo la chiave. Recentemente, è stata realizzata un'altra ala del rifugio, sempre aperta al 'viandante', per il ricovero più necessario.
Nel 2000 è stato ultimato il rimodernamento, con le stesse modalità e gli stessi risultati, del rifugio San Domenico in località Coppere, nel settore nord - ovest del massiccio di Montagna Grande, a quota m 1595 slm.
Ora, nel territorio di Villalago esistono due nuovi strumenti per vivere ed amare meglio la più grande delle nostre risorse: la montagna.

Pittori e scultori

Villalago è un paese di tradizione artigiana. Di artigiani ne sono rimasti pochi, ma di artisti ce ne sono parecchi.
Per cominciare, ci sono i pittori Domenico D'Antonio, Emidio Iafolla, Domenico Di Paolo, Roberto Grossi, Dario Iafolla, Franco Caranfa, Italo Iafolla. Le loro opere sono, in parte, esposte nel Cappellone e nella Cappella di San Domenico Abate, della chiesa parrocchiale, e nella chiesa di Santa Maria delle Grazie. Alcuni di loro fanno esposizioni, durante l'estate. Citazione particolare merita lo scomparso Alfredo Gentile che nel 1986 restaurò alcuni dipinti della chiesa della Madonna Addolorata. Sono suoi i dipinti sul soffitto della chiesa parrocchiale.
Poi, gli scultori, Italo Iafolla, Maria Grazia Buccini e Bruno Gatta. Alcune delle loro opere possono essere visitate nella chiesa parrocchiale o nel cimitero, sulle pareti di alcune edicole funerarie.

Canzoni popolari

Le seguenti canzoni popolari, databili tra il primo ed il secondo decennio del secolo scorso, esprimono tre aspetti importanti della vita di Villalago, in quegli anni: il primo, economico, è l'inclinazione artigiana, il secondo, sociologico, l'emigrazione, il terzo, sociale, l'approvigionamento idrico.
Lustrissimo signore io so' di Scanno e l'arte mia è di fare il pecoraro; sei mesi in Puglia e sei alla montagna, lustrissimo signore io so' di Scanno.
Lustrissimo signore io so' de Frattura e l'arte mia è di fa' le ciammaruche (lumache); quando le faccio le coce a lu cuttur', lustrissimo signore io so' di Frattura.
Lustrissimo signore io so' del la Villa e l'arte mia è di fare tavolette; quando le so fatte le conte a mille a mille, lustrissimo signore io so' de la Villa.
Lustrissimo signore io so' d'Anversa e l'arte mia e di fa' le pignataro; quando le so' fatte, metto le maniche traverse, lustrissimo signore io so' d'Anversa.
Lustrissimo signore io so' de Bugnara e l'arte mia è de coglie l'uliva; andò n' arrive, metto la scala, lustrissimo signore io so' de Bugnara.
Lustrissimo signore io so' de Sulmona e l'arte mia è de fare i paparuoni (peperoni); quando i so' fatti, li port' a lu Murrone, lustrissimo signore io so' de Sulmona.

Partono i bastimenti che vanno assai lontano, ma nel paese tuo non c'hai fontana. Oh, Villalago, tu tieni sole e luce buona e stalle tutte quante a posizione. Giro il paesello, lo trovo profumato, odora di frittata, se vado via da Villalago, non lo sento 'chiouo (più).
Passano i carretti che vengono d'assai lontano, oh, Villalago, tu non c'hai fontana, e l'acqua di sorgente, tutta sorgente buona, quella si importa e si fa all'amore. Le ciambelle dolci, le taglionline a mano, gli gnocchi de' patate, se vado via da Villalago non le mangio 'chiouo.

E' arrivata funtanella, l'acqua bella. Ringraziamo Lorenzetto e Carfagnini, che n'hanno fatto i lavori della fontana. Una stroffetta per i vecchi voglio fare. Quando stavamo alla piazza e cercavano l'acqua alle ragazze, loro presto se n'andavano, eravamo vecchi e ci schifavano. Ringraziamo funtanella, l'acqua bella.
Ora parliamo delle mogli americane. Vanno sempre col portafogli in mano, con la testa si giravano, con la conca se n'andavano. E' arrivata funtanella, l'acqua bella.
La mamma che c'ha i figli piccolini, dice a Dio 'bella grazia m'hai mandato'. Quando all'acqua dovevo andare, qualcheduno dovevo chiamare, i miei figli, guardare. E' arrivata funtanella, l'acqua bella.
Tutti quanti i barili che tenete, alla piazza li portate a bruciare. Con la conca ci andate, con la brocca la pigliate. E' arrivata funtanella, l'acqua bella.(nota: la canzone è formata da 12 strofe. I redattori sono finora riusciti a raccoglierne solo quattro)

Unità di misura

Come misuravano i nostri ascendenti? A Villalago esisteva un sistema di misure complesse, per i pesi e le superfici, che è andato scomparendo, con la fine della civiltà contadina, nel secondo dopoguerra. Non è vero che non si conoscesse anche il sistema metrico decimale, ma la tradizione quasi imponeva quel sistema arcaico, ma radicato, perchè strettamente connesso con attrezzi e contenitori che venivano correntemente usati nel lavoro dei campi.
Le unità di misura, allora erano:

  1. la misura;
  2. la coppa (=6 misure);
  3. il mezzetto (=2 coppe);
  4. il tomolo (=2 mezzetti);
  5. la soma (=3 tomoli).
Come tipologia è un sistema complesso, simile a quello in uso nei Paesi anglofoni.
Qual è il rapporto di conversione con il sistema metrico decimale? Semplice:
  1. se consideriamo la scala, come unità di misura di superficie, il rapporto di conversione è il seguente: 1 coppa = 350 metri quadrati;
  2. se consideriamo la scala, come unità di misura di peso, il rapporto di conversione è il seguente: 1 coppa = 11 kilogrammi (peso specifico di riferimento è quello del frumento). Se la sostanza misurata è il granturco, allora 1 coppa = 10 kilogrammi.
Attualmente, esiste una unità di misura di volume, ancora utilizzata per la misurazione delle quantità di legna da ardere: la canna. A cosa equivale ? Trattandosi di una misura di volume, può essere immaginata come un parallelepipedo, avente base 1,06 m X 4,24 m, ed altezza 1,06 m, per un totale di 4,764064 metri cubi. E' evidente che l'entità semplice, cioè il parametro fondamentale di questa unità è una misura lineare equivalente a 1,06 m, che potremmo chiamare 'legna'. Pertanto, la canna è una catasta, larga 4 legne, profonda 1 legna ed alta 1 legna. Per quello che concerne la quantificazione del peso di una canna, è impossibile fare una valutazione esatta, perchè dipende dal tipo di legname e dal grado di essiccazione. Il peso, comunque, può variare dai 16 ai 20 quintali. Un sottomultiplo della canna è la soma; ce ne vogliono 12 - 13, per fare una canna. Una soma è realmente il carico di legname che si fa sui muli o sui cavalli. Ancora oggi, i muli ed i cavalli vengono impiegati per il trasporto della legna da ardere, almeno fino alla strada più vicina, dove più essere caricata su un camion. Per vedere una canna di legna da ardere, basta girare per il paese ed osservarle sulle aie, ai lati delle strade.

Cucina

Di seguito vengono riportate, in modo sintetico, alcune ricette di piatti e manicaretti tipici di Villalago.



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